martedì 28 maggio 2013

Italia-Usa, la ricerca conferma: l’agricoltura Bio batte la convenzionale

I terreni gestiti biologicamente presentano una maggiore capacità di trattenere acqua, con conseguente miglior rendimento in condizioni climatiche di siccità o con scarsità di precipitazioni.

È quanto emerge dallo studio intitolato “Enviromental Impact of different agricultural management practices: conventional versus organic agricolture”, apparso sulla rivista “Critical reviews in plant sciences”, realizzato dai ricercatori guidati dal professor Maurizio Paoletti del dipartimento di Biologia dell’Università di Padova in collaborazione con l’Università di Cornell, Usa.

Secondo la ricerca i sistemi di agricoltura biologica presentano una maggiore biodiversità sia vegetale che faunistica rispetto ai sistemi convenzionali. 
Si è notato come l’agricoltura biologica abbia una maggiore efficienza energetica anche se, in media, presenta rendimenti inferiori e quindi una produttività minore rispetto a quella convenzionale.Tuttavia, come è ben evidente e dimostrato, sono innumerevoli i vantaggi ambientali e salutistici offerti da un'agricoltura che salvaguarda esattamente ambiente e salute.

La ricerca mostra inoltre come l’agricoltura biologica sia un sistema che migliora la fertilità del terreno massimizzando l’uso delle risorse locali, evitando l’impiego di prodotti chimici di sintesi ed in genere migliora la biodiversità e diminuisce l’impatto ambientale.


“Abbiamo effettuato una rassegna comparativa – spiega il professor Paoletti – delle prestazioni ambientali dell’agricoltura biologica versus quella convenzionale, non tralasciando alcune importanti questioni socio-economiche legate alle scelte di campo. Abbiamo visto come la gestione bio delle pratiche agricole riduca notevolmente la perdita di terreno, aumentando invece il contenuto di sostanza organica e migliorando nettamente le caratteristiche ecologiche”.