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martedì 7 gennaio 2014

VALE DAVVERO LA PENA NUTRIRSI IN MODO SANO!

Ci sono tante decisioni da prendere durante la spesa al supermercato, non ultima se acquistare o meno un prodotto biologico. Gli alimenti di questo tipo si stanno facendo sempre più strada sugli scaffali dei negozi.
Mangiare sano è importante per la salute di adulti e bambini.  Alcuni alimenti sono poi particolarmente indicati per mantenere in equilibrio l’organismo e far star bene i fortunati consumatori.
I prodotti Biologici, sono privi di conservanti, coloranti artificiali e Organismi Geneticamente Modificati.
Costituiscono quindi il principale alleato della buona salute, dell'organismo umano, ma anche del nostro Pianeta in quanto non sono impiegati concimi chimici o di sintesi per la loro produzione. Non solo: l'agricoltura Biologica è volta al rispetto dell'etica e della morale tutelando la rotazione naturale dei terreni coltivati ed i ritmi del bestiame allevato.


Sarebbe utile, ABITARE LA TERRA COME SE L'AVESSIMO PRESA IN PRESTITO, salvaguardandola e curandola.
E poi forse vale la pena scegliere di nutrirsi in maniera sana e naturale, riscoprendo i sapori reali del cibo che risulteranno più gustosi, appaganti e sazianti per il palato senza considerare la componente salutistica: si potrebbe scoprire con piacere di ammalarsi meno frequentemente o risolvere problemi che mai avremmo ricondotto alla semplice alimentazione!





PROVARE PER CREDERE!
TU COSA ASPETTI?

martedì 3 dicembre 2013

Il meteo dell'ulivo



L’ulivo, prodotto originario della tradizione agroalimentare del Mediterraneo,  predilige un clima  caratterizzato da un lungo periodo di siccità estiva ed inverni miti.

Le caratteristiche climatiche della Puglia sono molto più favorevoli all’ ulivo: il clima non è mai troppo umido e le gelate sono rare, meno intense e mai prolungate al punto da causare danni al tronco, anche negli inverni più freddi. E’ questo il principale motivo di espansione e successo di questa coltura in Puglia, ed è anche il motivo per il quale gli ulivi proprio qui vi possono prosperare e produrre a tempo indefinito senza ostacoli, fino a diventare monumentali, vere e proprie sculture viventi.






giovedì 21 novembre 2013

Un’eccellenza dell’Italia: l'Olio Extravergine d'Oliva


E' l'oro giallo dei buongustai, l'olio d'oliva extravergine, delizia dei palati, prodotto sublime in questi giorni al suo culmine con la raccolta delle olive. 







Un patrimonio di tutta Italia. 



L’olio extravergine di oliva pugliese, con la bontà e con gli effetti virtuosi sulla salute della dieta mediterranea, è una grande eccellenza riconosciuta.





I maggiori quantitativi do olio extravergine d'oliva, vengono offerti dalle regioni olivicole come la Sicilia, la Puglia, la Calabria, che hanno sole e luce. E tutti questi olii possono essere raggruppati in tipologie sensoriali che possono essere proposte agli chef, ai ristoratori per i fantastici abbinamenti nella gastronomia .






lunedì 18 novembre 2013

PERCHE' IL BIO E' BENESSERE!!


I prodotti Biologici, sono privi di conservanti, coloranti artificiali e Organismi Geneticamente Modificati.

Costituiscono quindi il principale alleato della 
buona salute, dell'organismo umano, ma anche del nostro Pianeta in quanto non sono impiegati concimi chimici o di sintesi per la loro produzione. Non solo: l'agricoltura Biologica è volta al rispetto dell'etica e della morale tutelando la rotazione naturale dei terreni coltivati ed i ritmi del bestiame allevato.



Il problema ambientale è ormai all'ordine del giorno ed è nota a tutti la situazione in cui ormai versa la Terra, è quindi compito di tutti correre ai ripari FINCHÉ' SI E' ANCORA IN TEMPO!
Lo possiamo fare anzitutto imparando a rispettare l'ambiente in cui viviamo con piccoli gesti quotidiani, mantenendo pulite le città in cui viviamo, differenziando i rifiuti, preferendo il trasporto pubblico ove possibile, riducendo gli sprechi energetici e di materie prime e infine preferendo i cibi Biologici, prodotti come detto poc'anzi senza inquinare o contaminare la natura con additivi chimici o di sintesi, senza sfruttare intensivamente il bestiame, nel pieno rispetto del ritmo delle stagioni e della rotazione dei terreni.


Sarebbe utile, ABITARE LA TERRA COME SE L'AVESSIMO PRESA IN PRESTITO, salvaguardandola e curandola.
E poi forse vale la pena scegliere di nutrirsi in maniera sana e naturale, riscoprendo i sapori reali del cibo che risulteranno più gustosi, appaganti e sazianti per il palato senza considerare la componente salutistica: si potrebbe scoprire con piacere di ammalarsi meno frequentemente o risolvere problemi che mai avremmo ricondotto alla semplice alimentazione!


mercoledì 24 luglio 2013

IL MEGLIO PER IL MEGLIO!

Segreti e accortezze dell'olio extravergine d’oliva

Come conservarlo
Se l'olio irrancidisce, si compromettono le sue qualità organolettiche (sapore, colore, odore) e quelle nutrizionali. Per questo, l'olio va conservato in recipienti di vetro scuro o lattine di banda stagnata, perfettamente puliti, ben chiusi, al riparo dalla luce e ad una temperatura compresa fra i 12 e i 14
gradi.



Alta digeribilità
La notevole presenza di acido oleico rende l'olio di oliva molto digeribile. L'acido oleico, infatti, è sciolto con facilità dall'enzima preposto alla digestione dei grassi. Inoltre, stimola la secrezione biliare e ne aumenta la fluidità, migliorando l'assorbimento dei nutrienti (e la funzionalità intestinale). Così, i grassi “buoni” dell'olio sono utilizzati al 100%. E' quindi indicato nell'alimentazione degli anziani e dei bambini.




Condimento anti-età 
L'olio d'oliva contiene diversi composti antiossidanti di cui abbiamo già parlato in altri post di questo blog: la vitamina E, gli steroli, i polifenoli e le clorofille (che si mantengono solo se si conserva al buio). Queste sostanze gli conferiscono resistenza all'invecchiamento. E, assunte con l'alimentazione, proteggono dagli effetti negativi del tempo che passa.


Anche per i piccoli 
Nella nostra alimentazione, il 30% delle calorie totali giornaliere devono essere rappresentate dai grassi.
Questo vale soprattutto per i piccolissimi. I pediatri consigliano infatti di inserire l'olio nello svezzamento, sia per la sua digeribilità (è il grasso più affine a quello presente nel latte materno), sia per la presenza di acidi grassi essenziali (oleico, linoleico, linolenico), importanti per la sintesi degli ormoni e quindi fondamentali per favorire la crescita dell'organismo in generale e del cervello in particolare.

PER CONDIRE I TUOI PIATTI, 
PER CONDIRE LA TUA VITA!

SCEGLI IL MEGLIO PER TE!


SCEGLI L’OLIO EXTRAVERGINE PIGNATARObio!

venerdì 5 luglio 2013

olio & puglia

L’ORO PUGLIESE
La Pianta di origine dell’ ulivo, secondo  i primi ritrovamenti, foglie fossili, risalgono a circa un millennio di anni fa. Lo storico Erodoto ( 484-425 a.C. ) riteneva che solo ad Atene e in nessun altro posto ci fossero gli ulivi. Secondo la mitologia greca fu la dea Atena a piantare il primo ulivo albero che, con i suoi frutti avrebbe donato a tutti gli uomini, un succo meraviglioso. Per i Greci l’olivo era considerato una pianta sacra (simbolo di forza, di fede, di pace), tanto che chi la danneggiava o sradicava, era punito con l’esilio.

Le prime coltivazioni di olivo, invece, sono state rinvenute nel sud del Caucaso e, secondo gli storici, via via si svilupparono alle isole di Rodi, Cipro, Creta e poi in tutto il bacino del Mediterraneo.

Al Neolitico (5000 a.C.) risalgono le scoperte in terra di Puglia: a Torre a Mare ( BA ) e Fasano, a sud di Brindisi. Scoperte che attestano come le olive costituivano, già da allora, alimento di importanza fondamentale per gli uomini della Puglia.

Importanti per ricostruire la storia di questa pianta dai mille usi, sono stati i ritrovamenti nel Sud dell’Italia di reperti con scene di raccolta, produzione e vendita delle olive, di monete coniate a Messina, Crotone e Taranto raffiguranti foglie e rami d’ulivo.

E, infatti, come i Greci, anche i Romani avevano imparato a fare largo uso dell’olio per la cura del corpo. L’olio, prodotto tipico pugliese, era usato anche per alimentare lampade e lucerne; a conferma di ciò ci sono i ritrovamenti di diverse navi olearie affondate nei mari del Mediterraneo.


La Puglia , con i suoi oltre 50 milioni di alberi di ulivo, è al primo posto per quanto riguarda la produzione di olive e olio e per questo possiamo dire che è senz'altro la più importante regione olivicola italiana.

martedì 18 giugno 2013

VITIVINICOLTURA BIOLOGICA IN EUROPA

La coltivazione della vite in agricoltura biologica risulta abbastanza semplice se confrontata con le altre pratiche come la frutticoltura o orticoltura ed è per questo che fin dall'inizio tutte le aziende viticole interessate alla conversione hanno subito riscosso elevate percentuali di successo.

I viticoltori sono personaggi coinvolti sia economicamente che emotivamente nel loro lavoro, con un'elevata sensibilità per ciò che riguarda i rapporti tra l'ambiente ed i loro vigneti. 
Sin dalla fine degli anni '70 un gran numero di aziende vitivinicole avevano completato la conversione al biologico.

Nel mondo Mediterraneo, invece, l'esplosione del settore è avvenuta più tardi in concomitanza con l'applicazione del Regolamento Cee 2078/92 che prevedeva contributi per le aziende agricole.

La tecnica biologica è stata applicata al vigneto, incentrando soprattutto l'attenzione su un'accurata gestione del suolo, basata su varie tecniche che mirano ad un'equilibrata nutrizione delle piante ed al rispetto del maggior numero possibile di organismi utili.

Da questo momento cominciano a svilupparsi tutti i primi esperimenti e a formularsi le prime 
osservazioni sulle malattie delle piante.

In Italia, l'agricoltura biologica e l'interesse per la natura, è già elevata da molti anni ed in continua crescita. Non a caso i prodotti più richiesti sono proprio il vino e l'olio. 

Quindi l'Italia sta puntando sul biologico per un’agricoltura all’ insegna della sostenibilità, della qualità, dell’eccellenza.

IL FUTURO DELL'UMANITA' E DEL PIANETA E' BIO!!

lunedì 27 maggio 2013


Agricoltura biologica: l’Italia prima in Europa per esportazione di prodotti bio

L’Italia è il primo stato in Europa per esportazione di prodotti bio, un dato che conferma il trend positivo, in costante crescita, della vendita di prodotti provenienti da agricoltura biologica da parte dei coltivatori italiani.

L’agricoltura biologica sta crescendo molto in Italia, si sa. Addirittura i dati vedono il nostro paese come primo in Europa per esportazione di prodotti bio, con il mercato di sbocco maggiore rappresentato dalla Germania, nazione dove i consumatori sono fortemente interessati al biologico da molti anni. 

Tra i prodotti provenienti da agricoltura biologica di cui l’Italia esporta maggiori quantitativi troviamo il vino (naturalmente), il pomodoro come conserva, l’olio d’oliva e una grandissima moltitudine di altri prodotti. 
L’Italia sta quindi puntando sul biologico, e i risultati in termini di esportazioni sono, come abbiamo visto, notevolissimi.

Dati che ci sostengono molto e che ci auspichiamo possano continuare a crescere con costanza, per un’agricoltura all’insegna della sostenibilità, della qualità, dell’eccellenza.

AGRICOLTURA BIOLOGICA...
FA BENE ALLA NATURA...
FA BENE A TE!!

martedì 21 maggio 2013


Puglia: la prima regione produttrice di Olio Extravergine di oliva


La Puglia risulta essere la prima regione produttrice in Italia di Olio Extravergine di oliva, nonché la prima nel mondo per produzione e per densità di alberi piantati. 
Già nel I secolo A.C. Plinio il Vecchio definiva il pugliese come il migliore olio del mediterraneo, eccellente e a prezzi ragionevoli.
Non poteva, dunque, mancare una ricerca tutta pugliese, del Policlinico di Bari, che ha dimostrato infine come i grassi monoinsaturi abbiano una forte influenza sulle funzioni cognitive ed il loro declino negli anziani, andando a ridurre il rischio relativo al peggioramento di tali capacità in vecchiaia. Ecco servito l’elisir miceneo di giovinezza!


In realtà tutte queste analisi e ricerche confermano soltanto che, come gli alberi di ulivo resistono alla siccità, al silenzio ed alla solitudine crescendo verso l’alto, talora piegandosi, quasi fossero affannati, ma conquistando l’immortalità con la forza vitale dei frutti che portano, così l’Olio Extravergine resisterà al tempo ed alle mode, accompagnando l’alimentazione e la salute dell’umanità per ancora molto tempo. 
Gli antichi lo avevano capito senza i nostri riscontri scientifici, dal momento che scambiavano olio come fosse oro, lo usavano per l’esazione fiscale, custodivano gli alberi d’ulivo, talvolta con le guardie armate; hanno reso i suoi rami simbolo sacro della pace per preservalo e far sì che arrivasse ai giorni nostri. 

Allo stesso modo, noi abbiamo l’onere di rispettare questa volontà e fare lo stesso, garantendo che la cultura dell’olio Extravergine d'oliva  sia tramandata alle nostre discendenze.


martedì 14 maggio 2013


Oliva, frutto generoso che ci dona un alimento salutistico e straordinario

L’oliva è il frutto di quella straordinaria maestosità che ha l’albero di ulivo. Da questi generosi frutti, sin dai tempi più antichi si estrae l'olio di oliva.  Un frutto (drupa è il suo termine botanico) che, a seconda della varietà (cultivar, in Italia ne esistono circa 600 di cui quasi quattrocento iscritte ufficialmente nello schedario oleicolo Italiano) può avere una  forma ovale o rotonda.

La drupa è costituita dalla “buccia” (esocarpo), dalla polpa (mesocarpo), dal nocciolo (endocarpo).


E' all’interno dell’oliva che si forma spontaneamente l’olio, non bisogna quindi pensare che occorrono dei sofisticati sistemi per estrarlo. Il succo ricavato dalla spremitura, è formato da due componenti fondamentali: la parte saponificabile (circa il 98%) e la parte insaponificabile (circa il 2%).

Il pregiato condimento si conserva, all’interno dell’oliva, in minuscole sacche protette da una sottile membrana di antiossidanti, sostanze che impediscono il decadimento della clorofilla, degli aromi, delle vitamine, dei sali minerali, dei tannini e dei tanti altri componenti che aiutano la nostra salute (parte insaponificabile). La parte saponificabile è la parte "grassa", composta da gliceridi, acidi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. In questa parte dell’oliva, le sostanze più importanti sono gli acidi grassi insaturi che hanno il pregio di non innalzare il colesterolo.

La parte insaponificabile (steroli, vitamine, pigmenti, polifenoli, idrocarburi, ecc.), anche se presente in quantità minima, è quella che influisce in maniera fondamentale sulla qualità nutrizionale, organolettica e sulla classificazione merceologica. Per mantenere elevata questa parte importante al fine di ottenere maggiore qualità, bisogna adottare dei particolari e rigorosi accorgimenti durante la raccolta, la lavorazione delle olive e nella conservazione dell’olio.

Alla fine del suo ciclo di maturazione, una oliva è costituita mediamente da:
- acqua per circa il 45-50% (varia a seconda del andamento climatico)
- olio  per il 18-25% (varia a seconda del cultivar, e luogo di coltivazione)
- altro (carboidrati, cellulosa, ceneri…) per il 20-29%

martedì 2 aprile 2013

Produzione, consumi e mercato mondiale


L'Unione Europea nel suo complesso occupa l'80% della produzione mondiale di olio di oliva. Al di fuori dell'Unione europea i maggiori produttori si affacciano anch'essi sul Mediterraneo, e sono Tunisia, Turchia, Siria e Marocco. Quote minoritarie vengono prodotte nel continente americano, in Australia e Giappone.



La domanda dell'olio di oliva a livello mondiale, grazie alle qualità nutrizionali degli oli di oliva e all'abbinamento alla dieta mediterranea, molto apprezzata per la sua semplicità e per gli aspetti salutistici, è in continua crescita con incrementi dal 3 al 5% all'anno.

Nel periodo 1996-2000, la media dei consumi mondiali è stata di 2.371.000 t. Nel periodo si è osservata una costante tendenza all’aumento dei consumi anche al di fuori dei paesi produttori, dove erano tradizionalmente concentrati.



sabato 30 marzo 2013

Olio extra vergine di oliva pugliese con più di 2000 anni di storia!

In PUGLIA vivono ancora alberi di Olivo con più di 600 anni, alcuni asseriscono che ci sono piante che risalgono a 2000 anni fà. Qui in Puglia vi è la conoscenza e l'esperienza più antica dell'olio extravergine di oliva! Questa foto è stata scattata nella frazione di "SERRANOVA" appartenete al Comune di Carovigno, in provincia di Brindisi. Questi alberi plurisecolari sono divenuti importanti più dei Monumenti, la loro bellezza è sempre in crescita con il passare del tempo. Nasce così la tutela di queste piante con il divieto assoluto di abbattimento! Queste opere d'arti sono presenti in tutta la regione pugliese. Nei prossimi post pubblicheremo le immagini di alberi di olivo  di altre province, di una bellezza artistica naturale straordinaria!  

venerdì 29 marzo 2013

OLIVI MONUMENTALI E PLURISECOLARI





Sono 300.059 gli ulivi monumentali in Puglia. Architetti del vuoto, sculture lignee della tenacia, lontana memoria vivente delle gesta umane, raccontano nei tronchi le fatiche e le sofferenze terrene e le alleggeriscono nel vuoto aereo innalzando inni alla luce solare di riconciliazione e di speranza, riecheggiati dal brusio della chioma fogliare, multipuntiforme in lontananza. Gli ulivi: alberi in bilico tra pesantezza e leggerezza, in continua lotta fra richiami terrestri e aneliti celesti, tra slanci verso l’alto e ricadute verso il basso; in attesa di ricomporre i dissidi nella bianca fioritura primaverile.


Le radici dell’ulivo strisciano relativamente sulla superficie terrena. Le loro chiome si innalzano nel scintillante splendore solare. In rapporto la chioma il tronco è per lo più nodoso ed inciso, in alberi molto vecchi spesso internamente vuoto. Si sperimenta qui la giovinezza, la durevolezza e la so
lidità terrestre. Quando lo sguardo si rivolge alla chioma, si ha l’impressione della leggerezza, che si esprime nella ramificazione snella ed elastica con le foglie sottili e lanceolate. Foglie e rami accarezzati dal vento luccicano in una sfumatura di verde argentato sullo sfondo del cielo blu intenso. Nasce un’ impressione di giovinezza.

Le caratteristiche climatiche della Puglia sono molto più favorevoli all’olivo: il clima non è mai troppo umido e le gelate sono rare, meno intense e mai prolungate al punto da causare danni al tronco, anche negli inverni più freddi. E’ questo il principale motivo di espansione e successo di questa coltura in Puglia, ed è anche il motivo per il quale gli olivi proprio qui vi possono prosperare e produrre a tempo indefinito senza ostacoli, fino a diventare monumentali, vere e proprie sculture viventi derivate dalla loro vigoria e dall’opera costante di modellamento di generazioni di “maestri d’accetta”.

FRANTOI IPOGEI

Un aspetto molto caratteristico dell’industria olearia pugliese tradizionale è quello dei frantoi ipogei, i cosiddetti trappeti. Si tratta di strutture articolate scavate nella roccia, in genere nella calcarenite tenera presente in alcune aree della Puglia al di sopra del calcare compatto di base, nelle quali veniva effettuato l’intero ciclo di lavorazione delle olive per l’estrazione dell’olio. Alcuni sono antichissimi e si fanno risalire all’epoca messapica o romana, ma la maggior parte data XVI-XVII secolo; quasi tutti utilizzati fino al XIX secolo, qualcuno è sopravvissuto fino ai primi decenni dl ‘900. Ampiamente diffusi in tutto il Salento e nella parte sud della provincia di Bari, i trappeti erano realizzati in punti strategici all’interno di grandi aree olivetate, oppure presso villaggi rupestri e masserie. Nel Salento ve ne sono alcuni perfino nelle piazze dei paesi.
Il trappeto era costituito da più ambienti sotterranei intercomunicanti: nell’ambiente principale, al quale si accedeva dall’esterno mediante un unico ingresso, c’erano una o più macine in pietra, mosse da un asino, mulo o bue; il rifornimento delle olive da molire avveniva spesso direttamente dall’esterno, mediante un foro/lucernario ricavato nel soffitto della grotta. Le ragioni che determinavano la scelta di realizzare queste strutture in ambiente sotterraneo erano varie: l’economicità della realizzazione, che non richiedeva manodopera particolare specializzata né acquisto e trasporto di materiali da costruzione; la facilità di scarico e stoccaggio delle olive; la possibilità di ancoraggio stabile al soffitto degli assi per macine e
torchi; la possibilità di mantenere quasi costante (18-20°C) la temperatura dei locali anche d’inverno senza dispendio energetico e quindi di lavorare a ciclo continuo evitando la solidificazione dell’olio. In funzione della stagione tradizionale di raccolta delle olive che si prolungava da metà autunno alla primavera e dei tempi lunghi necessari per l’estrazione dell’olio, i trappeti restavano in attività praticamente tutto l’anno.



Accedendo oggi al frantoio ipogeo si ha la sensazione di interagire con una “spazialità” di penombre e silenzio, riconducibile quasi ad un luogo religioso.

TARANTO: UNA DELLE CAPITALI NELLA PRODUZIONE DI OLIO

Sempre presente nei piatti tipici offerti dalla cucina tarantina, spesso in abbinamento con i frutti di mare, l’olio di oliva extravergine tarantino ha raggiunto col passare degli anni una raffinatezza, una unicità ed un importanza tale ottenere il marchio di qualità DOP/IGP, ovvero la Denominazione d’Origine Protetta, che certificano ed attestano la qualità e la purezza dell’olio pugliese tarantino.
Il suo nome preciso è Olio extravergine d’oliva Terre Tarentine DOP, e viene prodotto principalmente nella parte occidentale della Provincia di Taranto.
L’olio extravergine d’oliva tarantino, si ottiene dalla combinazione di varie specie e varietà di ulivo, precisamente Leccino, Coratina, Ogliarola e Frantoio (ovviamente tutte provenienti dagli oliveti tarantini), ciascuna di essere presenti in percentuale diversa.
Le 4 varietà, tuttavia, insieme, non sono presenti MAI per una quantità inferiore all’ 80%.
Solo il 20% dell’olio tarantino, infatti, è composto da altre varietà minori di ulivo.
Il processo di raccolta delle olive che poi andranno a creare l’olio è piuttosto complesso ed articolato.
Le olive tarantine, infatti, cominciano ad essere raccolte dagli oliveti tra i mesi di Ottobre e Gennaio, e per essere distaccate dall’albero, vengono utilizzate delle procedure particolari e delicati che hanno il fine di non alterare la qualità delle olive.
Anche il trasporto delle olive, una volta raccolte, è importante.
Le olive innanzitutto, devono essere trasportate lo stesso giorno per mantenerne la loro freschezza.
Inoltre, vengono utilizzati dei particolari contenitori, che mantengono l’integrità e la freschezza delle olive.
In seguito si passa alla molitura, ovvero il processo che permette l’estrazione dell’olio,  che avviene entro 72 ore a partire da quando le olive tarantine vengono raccolte, mantenendo cosi anche durante questa fase la freschezza delle olive. Dal colore Giallo-verde, e una fluidità media, il suo sapore è molto fruttato, grazie alla freschezza che viene garantita durante il processo, come abbiamo detto in precedenza; ed il suo gusto è leggermente piccante.
Prodotto sin dal X Secolo a.C. dai Messapi; viene prodotto non solo a Taranto ma anche nelle sue province: Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello, Palagiano, Mottola, Massafra, Crispiano, Statte, Martina Franca, Monteiasi e Montemesola.

Ecco, per concludere, i valori nutrizionali medi per 100 Grammi di prodotto:
•    Energia 899 Kcal.
•    Lipidi 99,9 gr.
•    Ferro 0,2 mg.
•    Tiamina 0,09 mg.
•    Riboflavina 0,04 mg.
•    Niacina 0,3 mg.
•    Vitamina A retinolo eq. 36 µg.
•    Vitamina E 22,4 mg.

LA STORIA DEGLI ULIVI PUGLIESI

L'olivo (Olea europea), simbolo di pace, albero di lunga vita, ha le sue origini nel Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente. L'ulivo costituisce uno degli elementi caratterizzanti del paesaggio agrario  Pugliese; lungo le coste del Mediterraneo, la sua crescita ha trovato in Puglia l'habitat ideale per crescere e produrre. La sua comparsa nell'area pugliese risale già a diversi millenni fa; alcuni reparti testimoniano che alcune popolazioni si nutrivano di olio già circa 10 mila anni. I navigatori fenici e greci sono stati i primi a diffondere la coltivazione dell’olio, seguono gli arabi ed i romani. Grazie alla posizione geografica e quindi anche alla presenza del mare, per i nostri “antenati” è stato facile spostarsi attraverso il mare; infatti l'intensificarsi dei traffici marittimi lungo le coste del Meridione d'Italia ad opera di fenici, greci e romani fu alla base dello sviluppo dell'olivicoltura in Puglia. Anche le tecniche di produzione sono antichissime, reperti archeologici ci dimostrano che le macine erano già presenti in tempi lontani. Durante l’Impero Romano, l'olio d'oliva assunse una funzione strategica nel campo del commercio e delle attività di scambio tra i diversi popoli. Dopo la caduta, dell’Impero, la storia subì profondi cambiamenti, ma la produzione di olio vide risorgersi nell’epoca della nascita dei Comuni e dei Monasteri. I porti di Brindisi, Gallipoli, Otranto e Taranto divennero meta di navi che trasportavano enormi quantità di olio, permettendo lo scambio con città come Firenze e Venezia. In seguito, con il susseguirsi degli anni e all’avanzare della manodopera, vennero costruite strade che collegavano la Puglia con altre regioni, la commercializzazione dell’olio, quindi avveniva anche via terra e la sua posizione diveniva già a quei tempi una delle risorse economiche più importanti. Dopo una crisi registrata nella metà del XVII secolo, ci fu una forte ripresa dell'economia agricola. Da allora la coltura dell'ulivo ha conosciuto solo periodi di espansione e le tecniche di coltivazione sono state segnate da un costante progresso: le coltivazioni di alberi d’ulivo sono ben curate e regolari tanto da regalare una visione straordinaria della campagna pugliese.


L’OLIO D’OLIVA DELLA PUGLIA

Nella sua forma selvatica, chiamata oleastro, l’olivo è un arbusto sempreverde con rami più o meno quadrangolari e spinescenti, foglie piccole ovali, frutti piccoli prodotti sporadicamente.
Diffuso nelle formazioni di macchie delle zone più calde del bacino Mediterraneo, in Puglia l’oleastro si trova spontaneo soprattutto lungo l’arco ionico tarantino.
Prodotto Principe della cucina Pugliese, l’olio d’oliva rappresenta una delle più importanti risorse di ricchezza del territorio, sia per l'economia che per la sua origine.
L’olivicoltura è una delle attività economiche più antiche della Puglia, tanto da impegnare circa il 42% dell’intera superficie agraria e forestale. Nella regione operano circa 1.180 frantoi. Inoltre, la regione Puglia, oltre che per la produzione, risulta anche prima per numero di oli che hanno avuto il riconoscimento DOP.
A rendere giustizia al re degli oli, l’olio d’oliva, è la riscoperta della dieta mediterranea che, insieme ad altri prodotti alimentari quali, pane, frutta e verdura, legumi secchi, costituisce il modello più salutare e corretto di nutrizione. La consumazione dell'olio d'oliva ha numerosi effetti positivi sull'organismo; questo tipo di olio protegge la mucosa gastrica dalle ulcere e si presenta molto meno grasso rispetto ad altri oli vegetali. L'olio d'oliva garantisce inoltre un miglior assorbimento delle vitamine, rallentando i processi di invecchiamento;
Le statistiche, difatti, hanno dimostrato come le popolazioni mediterranee siano meno soggette a malattie cardiovascolari, proprio grazie ad un'alimentazione più sana e semplice.
Tutt’oggi, l’olio d’oliva è utilizzato come base per la creazione di prodotti cosmetici, segno che le sue applicazioni sono molteplici e i suoi benefici molto apprezzati.

PRODUZIONE ITALIANA DI OLIO DI OLIVA

L'Italia è il secondo produttore in Europa e nel mondo di olio di oliva con una produzione nazionale media di oltre 464 000 tonnellate, due terzi dei quali extravergine e con ben 41 denominazioni DOP e un' IGP riconosciute dall'Unione europea.
In Italia l’olivo è diffuso su circa un milione di ettari in coltura principale e su di una superficie di poco inferiore in coltura secondaria, consociata con seminativi o con altre specie arboree (vite, agrumi, mandorlo ecc.).
Per quanto attiene le zone altimetriche, l’olivo è diffuso per il 2% in montagna, il 53% in collina e per il 44% in pianura. Per le caratteristiche stesse della pianta, che necessita di un clima mite, la coltivazione dell'olivo in Italia è molto diffusa nelle regioni del Centro (19%) e del Sud (77,9%), mentre al Nord la produzione è più limitata (2%), ma in aumento, concentrandosi particolarmente in alcune zone a microclima più temperato, come per esempio la Liguria e le zone collinari attorno al Lago di Garda. Le piante in produzione sono circa 170 milioni e le aziende agricole che si occupano di olivicoltura sono più di un milione, pertanto le superfici medie coltivate sono dell’ordine di un ettaro circa.